untori
Resoconto e Volantino dalle iniziative di sabato 1 dicembre coi prigionieri in lotta

striscioni contro l'ergastolo

In solidarietà con lo sciopero della fame di più di 700 ergastolani e
più di 4000 tra parenti, amici, solidali e altri detenuti, sabato 1
dicembre a Milano abbiamo organizzato un volantinaggio in piazza
mercanti, ci siamo poi spostati in darsena con un impianto di
amplificazione e un attacchinaggio, quindi a San Vittore a salutare i
detenuti.
Le iniziative si sono svolte in tranquillià, data l’assenza degli spioni provocatori.
Significativa la presenza sotto il carcere, dove siamo riusciti a comunicare con i ragazzi dentro.

 

questo il testo di uno dei volantini distribuiti:

SOLO MACERIE

Cent’anni fa andare sulla luna era un’utopia… ed io ora sono
convinto che il carcere non è necessario, il carcere non è la medicina,
il carcere è il male e pure il carcere migliore è sempre un luogo di
ingiustizia e sofferenza.
Carmelo Musumeci, dal carcere di Spoleto 18/11/07
Oggi 1° dicembre in numerose carceri di tutta Italia, ha inizio uno
sciopero della fame promosso da più di 700 ergastolani (fra i quali
qualcuno ha scelto di protrarre la protesta fino alla morte), e da più
di 7000 persone tra detenuti comuni, familiari e solidali, per ottenere
l’abolizione dell’ergastolo.
Da ricordare é la portata storica di quest’evento, la prima volta in Italia in maniera così diffusa.
Per raccontare le idee che ci muovono a solidarizzare con la lotta
degli ergastolani riportiamo un dialogo fra due ragazzi, come noi, come
tanti, che si incontrano proprio in questa piazza…

Z.: Ciao M., come te la passi, tutto ok?
M.: Si tutto sommato bene, anche se Milano è proprio triste.
Z.: Già, ma a proposito hai visto quegli striscioni? Ne sai qualcosa? Che c’entrano gli ergastolani con questa piazza?
M.: Ah, si, ho letto qualcosa al riguardo; oggi ha inizio uno sciopero
della fame ad oltranza di molti prigionieri e familiari per
l’abolizione dell’ergastolo in Italia.
Z.: Bella forza e cosa vogliono in cambio una riduzione della pena, oppure ancora meglio una vacanza nei caraibi???
M.: Non essere sciocco, prova a pensarci un attimo, l’argomento merita
molta più attenzione: la classe politica italiana e soprattutto gli
intellettualoidi di sinistra si vantano di essere tra i maggiori
sostenitori della moratoria internazionale contro la pena di
morte…mentre qui in Italia esiste un istituto come l’ergastolo, una
pena di morte prolungata nel tempo, ancora più aberrante, pensa: fine
pena mai!!! I politicanti italiani tirano a lucido la loro facciata
umanitaria, senza però ricordarsi degli scheletri nei loro armadi…
Z.: Ok, ci può anche stare, ma mi sembra una considerazione un poco idealistica rispetto alla realtà in cui viviamo, no?
M.: No non credo, anzi è vero il contrario. Si tratta semplicemente di
sforzarsi a chiamare le cose con il loro nome per accorgersi di come la
tanto sbandierata democrazia italiana non sia altro che un parafulmine
ideologico, sotto al quale si nascondono dei latenti soprusi. Chiamare
le cose con il loro nome: l’ergastolo è una pena di morte, il carcere
non serve per recuperare individui ma per annientarli, i metodi
polizieschi non sono rimedi necessari ma sopraffazioni. Così tutto il
carrozzone perde il suo collante di ipocrisia, rivelandosi totalmente
l’opposto di ciò che dice di essere: democratico, egualitario e giusto.
Z.: Chiamare le cose con il loro nome, non male…io ho comunque dei
dubbi, non puoi negare che ci sia criminalità, le città sono diventate
invivibili ,la gente vuole vivere serena!!!
M.: Si, il problema di fondo lo capisco, niente da dire. Anche qui però
ho una visione diversa: sono anni ormai che sentiamo sempre la solita
solfa delle condanne più severe, della certezza della pena, delle leggi
speciali, ecc. e per noi nei quartieri cosa è cambiato? Nulla, anzi, la
città è sempre più invivibile…su questo siamo tutti d’accordo. I
giornali e le tv dicono che la città è invivibile perché ci sono gli
immigrati clandestini, la criminalità, lo spaccio. Io ho fatto una
prova: per una settimana non ho gurdato la tv e non ho sfogliato nessun
giornale, semplicemente me ne sono andato in giro a piedi.
Z.:….e cosa hai notato?
M.: Ho notato che si, la città è veramente invivibile, non per la
mancanza di sicurezza, ma perché mi devo alzare la mattina per andare a
farmi sfruttare in un lavoro di call-center precario vendendo prodotti
di cui non me ne frega niente per pochi euro al giorno, ed uscendo
attraverso una città violentata dalle speculazioni dei veri criminali
di Milano, mentre per divertirmi un po’ devo spendere metà dello
stipendio perché ormai ci sono solo locali “In” dove un mucchio di
decerebrati autocelebrano la loro immagine vuota, e se mi voglio bere
qualcosa lontano dai locali, immancabile, si presenta la volante:
documenti!
Z.: se la vedi così, cosa hai intenzione di fare?
M.: Ovviamente non ho una ricetta segreta in tasca, certamente non
voglio più giocare il ruolo del burattino riempito di odio verso chi
bene o male sta sulla mia stessa barca, ma cercherò di essere più
possibile complice e solidale con loro. Vedi Z. io credo che ogni
individuo, anche solo per la sua presenza, sia implicitamente messo
davanti ad una scelta: o si sceglie il silenzio, oppure agisce per
sottrarsi a questo squallido esistente.
Z.: Certo che le tue idee sono strambe, ma molto affascinanti, ora però ti devo lasciare, spero di rivederti presto.
M.: Ciao Z. alla prossima, stai pur sicuro che ci sarà una prossima!!

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