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CONTRO L’EXPO 2015
CONTRO I PADRONI DI MILANO E I LORO SERVI


Nei giorni tra il 22 e il 24 ottobre la Commissione Internazionale per L’Expo 2015(BIE) ha visitato la città di Milano.

La classe dirigente è in visibilio e progetta questo evento come il fulcro di grandi affari: la riqualificazione urbana (dalla darsena a Rho passando per il quartiere isola), la sicurezza (potenziamento del video-controllo e del coordinamento logistico tra i vari corpi di sicurezza) e le infrastrutture ( costruzione stazione Tav a Milano lungo il corridoio 5 – per intenderci, quello che dovrebbe martoriare i monti della Valsusa e del Brennero – , potenziamento autostrade).

I politici tutti si spendono per avere la loro parte di torta, dalla Moratti a Penati, dai consiglieri di Rifondazione e Verdi al fascista Fidanza – quello, per intenderci, che ha definito un “ricatto degli antifascisti contro Milano” le proteste per la cancellazione del Murales di Dax durante i lavori di riqualificazione della Darsena per l’Expo.
Quello della Darsena è solo un esempio, poiché in tutti i quartieri, per preparare la venuta della Commissione è in atto un dispositivo repressivo composto da imbianchini, poliziotti, e perfino un camper di pennivendoli (Corriere della sera) pronti a denunciare il “degrado” ed ad annunciare le future gioie della “riqualificazione”. Se questo non sarà dovuto bastare, a ripulire ci penserà la manovalanza con la testa rasata, già vista in azione ad Opera contro i rom.
Il tema fondante dell’Expo è un caso evidente di quello che George Orwell chiamava bispensiero. Mentre si blatera sulla fame nel mondo, ci si fa sponsorizzare dalla Nestlè, responsabile della morte per malnutrizione di bambini nei paesi in via di sviluppo. Mentre si parla di difesa della salute e di rivalutare l’agricoltura tradizionale, si compone il Comitato Scientifico di sostenitori del bio-Tech. Mentre si parla di sviluppo sostenibile, si cementificano parchi e si progettano grattaceli, cantieri TAV.

Nel febbraio 2008 la commissione selezionerà la città dove si terrà l’expo nel 2015, ma numerosi cantieri e altri progetti di speculazione sono già partiti.

Che ognuno con i suoi mezzi e le sue sensibilità, agisca per dispiegare sentieri capaci di intralciare il percorso della macchina devastatrice della "riqualificazione urbana".

D’altronde qualche anno fa non ci é forse giunta dagli abitanti delle periferie della città che ha dato i natali alla prima Expo, una memorabile lezione di critica dell’urbanistica, dei suoi palazzoni di cemento, della sua mobilità escludente?

Alcuni Nemici dell’Arredo Urbano


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