Alcune riflessioni sulla giornata del 17 maggio a Verona e le mobilitazioni a venire.

Contro la rassegnazione pensare l'impensabile! Contro la paura imparare il coraggio!
 

"Nella nostra azione non vi è blanquismo né trotzkismo, ma una chiara idea che il cammino è lungo e che si deve farlo muovendosi, andando" Buenaventura Durruti

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Resoconto e Volantino dalle iniziative di sabato 1 dicembre coi prigionieri in lotta

striscioni contro l'ergastolo

In solidarietà con lo sciopero della fame di più di 700 ergastolani e più di 4000 tra parenti, amici, solidali e altri detenuti, sabato 1 dicembre a Milano abbiamo organizzato un volantinaggio in piazza mercanti, ci siamo poi spostati in darsena con un impianto di amplificazione e un attacchinaggio, quindi a San Vittore a salutare i detenuti.
Le iniziative si sono svolte in tranquillià, data l'assenza degli spioni provocatori.
Significativa la presenza sotto il carcere, dove siamo riusciti a comunicare con i ragazzi dentro.

 

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ALL'ARIA APERTA -note su repressione e dintorni

     

«Dobbiamo abbandonare ogni modello, e studiare le nostre possibilità»

E. A. Poe

Le note che seguono nascono da un’esigenza: quella di riflettere assieme sulla situazione attuale al fine di trovare il filo di una prospettiva possibile. Esse sono il frutto di diverse discussioni in cui si sono mescolati il bilancio critico di esperienze passate, l’insoddisfazione per le iniziative di lotta in corso e la speranza per le potenzialità esistenti. Non sono la linea di un gruppo in competizione con altri, né sottendono la pretesa e l’illusione di riempire i vuoti — di vita e di passioni progettuali — con l’accordo più o meno formale su alcune tesi. Se conterranno critiche spiacevoli non è per il gusto fine a se stesso di muoverle, bensì perché credo sia urgente dirsi anche le cose spiacevoli. Come tutte le parole di questo mondo, esse avranno un’eco solo in chi avverte un’esigenza simile. Insomma, una piccola base di discussione per capire cosa si può fare, e con chi.

Sappiamo per esperienza che una delle forze maggiori della repressione è quella di seminare confusione e d’instillare sfiducia negli altri non meno che in se stessi, oppure di determinare chiusure identitarie e sospetti più o meno paralizzanti. In questo senso, prima si approfondiranno certi problemi, meglio sarà. Si preparano anni difficili che scuoteranno non poche delle nostre abitudini pratiche e mentali. Se è vero che il pregiudizio più pericoloso è quello di pensare di non averne, mi piacerebbe tuttavia che queste note venissero criticate per quello che dicono, senza letture preconcette. Un simile desiderio ne spiegherà il tono e persino lo stile. (Continua)

Agli anarchici, ai libertari, agli antimilitaristi

Con queste note vorremmo sollecitare l'attenzione dei compagni rispetto ad alcune possibilità che si stanno aprendo in Italia per la lotta antimilitarista.
La protesta a Vicenza contro la nuova base USA e per la chiusura della caserma Ederle, quella a Novara contro la costruzione dei cacciabombardieri F-35 ed altre che nasceranno stanno ridando concretezza all'antimilitarismo. Non si tratta più, infatti, di prendere posizione genericamente per la "pace", ma di impedire la costruzione di alcuni strumenti necessari alla prosecuzione e all'ampliamento della guerra. Se queste lotte non hanno ancora raggiunto l'estensione delle mobilitazioni precedenti contro la guerra (pensiamo alle oceaniche manifestazioni del 2003 contro il conflitto in Iraq), esse hanno degli obiettivi ben più concreti.
Non sarà sfuggita, in particolare, la posta in gioco nella situazione vicentina: si tratta di impedire la costruzione della più grande base militare USA fuori dai confini statunitensi, nodo centrale per la futura "esportazione della democrazia" in Africa e, se del caso, in Europa. Fermare la costruzione della nuova base vicentina non significa solo mettere direttamente i bastoni fra le ruote della più grande potenza militare mondiale, ma anche, indirettamente, trovare un punto di contatto – pretendendo il ritiro delle "nostre" truppe da tutti i fronti di guerra – con le varie forme di resistenza che nel mondo si oppongono agli interventi neocoloniali europei e statunitensi. Se la lotta contro la nuova base saprà rafforzare anche quella per la chiusura della caserma Ederle – base logistica per i massacri in Iraq e in Afghanistan –, la prospettiva antimilitarista raggiungerebbe dei livelli assai notevoli.notevoli.  

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CONTRO L'EXPO 2015

CONTRO I PADRONI DI MILANO E I LORO SERVI

Nei giorni tra il 22 e il 24 ottobre la Commissione Internazionale per L’Expo 2015(BIE) ha visitato la città di Milano.

La classe dirigente è in visibilio e progetta questo evento come il fulcro di grandi affari: la riqualificazione urbana (dalla darsena a Rho passando per il quartiere isola), la sicurezza (potenziamento del video-controllo e del coordinamento logistico tra i vari corpi di sicurezza) e le infrastrutture ( costruzione stazione Tav a Milano lungo il corridoio 5 - per intenderci, quello che dovrebbe martoriare i monti della Valsusa e del Brennero - , potenziamento autostrade).

I politici tutti si spendono per avere la loro parte di torta, dalla Moratti a Penati, dai consiglieri di Rifondazione e Verdi al fascista Fidanza - quello, per intenderci, che ha definito un “ricatto degli antifascisti contro Milano” le proteste per la cancellazione del Murales di Dax durante i lavori di riqualificazione della Darsena per l’Expo.
Quello della Darsena è solo un esempio, poiché in tutti i quartieri, per preparare la venuta della Commissione è in atto un dispositivo repressivo composto da imbianchini, poliziotti, e perfino un camper di pennivendoli (Corriere della sera) pronti a denunciare il “degrado” ed ad annunciare le future gioie della “riqualificazione”. Se questo non sarà dovuto bastare, a ripulire ci penserà la manovalanza con la testa rasata, già vista in azione ad Opera contro i rom.
Il tema fondante dell’Expo è un caso evidente di quello che George Orwell chiamava bispensiero. Mentre si blatera sulla fame nel mondo, ci si fa sponsorizzare dalla Nestlè, responsabile della morte per malnutrizione di bambini nei paesi in via di sviluppo. Mentre si parla di difesa della salute e di rivalutare l’agricoltura tradizionale, si compone il Comitato Scientifico di sostenitori del bio-Tech. Mentre si parla di sviluppo sostenibile, si cementificano parchi e si progettano grattaceli, cantieri TAV.

Nel febbraio 2008 la commissione selezionerà la città dove si terrà l’expo nel 2015, ma numerosi cantieri e altri progetti di speculazione sono già partiti.

Che ognuno con i suoi mezzi e le sue sensibilità, agisca per dispiegare sentieri capaci di intralciare il percorso della macchina devastatrice della "riqualificazione urbana".

D'altronde qualche anno fa non ci é forse giunta dagli abitanti delle periferie della città che ha dato i natali alla prima Expo, una memorabile lezione di critica dell’urbanistica, dei suoi palazzoni di cemento, della sua mobilità escludente?


Alcuni Nemici dell’Arredo Urbano