BRING THE WAR HOME : la lotta degli studenti americani contro la guerra in Vietnam
Limiti del movimentismo: le assemblee nel calderone anti-Cpe a Parigi
MACERIE combattere il razzismo, per davvero
Per contatti http://www.autistici.org/macerie/
Inoltre Macerie (e storie di Torino) è anche dentro alla trasmissione "Macerie su macerie" in onda su RadioBlackOut ogni giovedì dalle 10,30 alle 12.00
SENZA VIA D’USCITA
Los Angeles 92 - no justice, no peace - violent revolt
L'ANTECEDENTE
Come licenziare il vostro padrone
La peste. Capitalismo + droga = genocidio di Michael Cetewavo Tabor
Michael Cetewavo Tabor è uno del gruppo delle ventuno Pantere di New York.
Ha ventitre anni, e con altre Pantere di New York è accusato, nel processo affidato al giudice John ‘Faccia di merda’ Murtagh, di aver cospirato per assassinare dei poliziotti, far saltare i Botanical Gardens, grandi magazzini e linee ferroviarie. La più grande montatura nella storia di New York. Per cinque anni, e cioè dall’età di tredici a quella di diciotto, mentre viveva ad Harem dove era nato, Tabor fu schiavo dell’eroina, la Peste. A tredici anni, ‘disperato e depresso’, cominciò a drogarsi. ‘Per sfuggire alla orribile realtà della vita del ghetto’, egli entrò a far parte della ‘Società della Nona Nuvola’.
In questo saggio, scritto in prigione, egli ci parla dell’eroina, di che cosa significa diventarne schiavi. Egli descrive il mondo come il drogato stesso lo vede. Ma, cosa ancora più importante, descrive la Peste dal punto di un rivoluzionario. Egli collega il problema della droga con lo sfruttamento capitalistico, l’oppressione razziale, la mafia, i poliziotti nella colonia, il tentativo dei neri di evadere dalla realtà e di autodistruggersi. E ci parla della soluzione-rivoluzione, dei fondamentali mutamenti che sono indispensabili per spazzare via la Peste dalle città di Babilonia.
contro la selezione
ragione perché l’insegnamento debba essere accompagnato da prove selettive. Le ragioni
della selezione stanno invece nelle esigenze del mondo produttivo, il quale richiede attestati
che comprovino il vero valore di mercato di un aspirante lavoratore. In un mondo in cui ogni
cosa è ridotta a merce, ogni rapporto sociale è impostato come rapporto di mercato, il sistema
deve poter assegnare un prezzo ad ogni input che entra nel processo produttivo. Tra i vari
input, il lavoro è di certo quello più difficile da valutare e da controllare. Perciò le imprese
vogliono sapere con esattezza quanto vale ciascun lavoratore, come condizione necessaria per
poter calcolare quanti saranno i profitti derivanti dal suo impiego. E per stabilire il corretto
valore di mercato di un lavoratore è necessario impedire a monte che gli individui meno
produttivi possano mischiarsi con quelli più produttivi. Questa è la vera ragione economica
della selezione nello studio.
Contro la creative class
Immaginate un Millennium People senza Chelsea Marina, metropoli multiculturali senza la radicalità dei conflitti. Immaginate un ceto medio, creativo, in espansione e alla ricerca di riconoscimento, in una società che (fortunatamente, lasciateci aggiungere) riduce il lavoro di fabbrica, ma (purtroppo) ha seppellito la lotta di classe. (Continua)
Pensieri sulle città
Quella degli spazi è un 'esigenza eminentemente politica. I luoghi in cui viviamo condizionano il modo in cui viviamo e, inversamente, i nostri rapporti e la nostra attività modificano gli spazi della nostra vita. Si tratta di un'esperienza quotidiana eppure sembriamo incapaci di tirarne la minima conseguenza. Basta passeggiare in una qualsiasi città per capire qual è la miseria del nostro modo di vivere. Quasi tutti gli spazi urbani rispondono a due esigenze: il profitto e il controllo sociale. Sono luoghi di consumo organizzati secondo le regole sempre più strette dì un mercato in continua espansione: il mercato della sicurezza. Il modello è quello del centro commerciale, uno spazio collettivo privatizzato, sorveglialo da uomini e strumenti forniti da apposite agenzie. Nel centro commerciale, una socialità sempre più "personalizzata " è costruita attorno al consumatore e alla sua famiglia: ormai, in questi locali al neon si può mangiare, giocare con i figli, leggere, eccetera. Che si tratti di una terrificante illusione di vita lo si scopre entrandoci senza soldi.
La Legge 30 e i suoi OGM
lettera aperta a Giulio Giorello su infantilismo, estremismo e dintorni/ Occupazione dell'Università di via Festa del Perdono Milano 2005
Nella consapevolezza delle distorsioni operate sistematicamente dalla stampa, è possibile che esse vengano smentite. Resta il fatto che gli argomenti sono degni di attenzione in quanto tali.
Proposte pratiche per il ripensamento della forma autogestionale/Occupazione dell'Università di via Festa del Perdono Milano 2005
PER DIVENTARE CIO' CHE SIAMO
L’assemblea generale è due cose: una reale e l’altra fittizia. Realmente, è un luogo informativo di quanto è stato discusso ed elaborato in piccoli gruppi di lavoro, ovvero laddove c’è l’effettiva possibilità di discutere, riflettere, criticare: il gruppo eventi comunica un insieme di decisioni, lo stesso fa il gruppo riforme, ecc.. In maniera fittizia, è un luogo decisionale. Sarebbe opportuno eliminare questa finzione.