L’Università Statale (e i suoi dintorni) dal ’68 al ’77

Università Statale via Festa del Perdono 21 e 22 maggio ore 14.30 aula 104
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BRING THE WAR HOME : la lotta degli studenti americani contro la guerra in Vietnam

"Non c'è bisogno di un metereologo per capire da che parte tira il vento" Bob Dylan 

 
Brevi note sui Weathermen
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Limiti del movimentismo: le assemblee nel calderone anti-Cpe a Parigi

tratto da Cette Semaine
Spesso si sentono vecchi militanti raccontare con nostalgia della glo­ria dei “movimenti” passati. Senza risalire troppo addietro, ci sono state epoche faste come la fine degli anni Novanta (contro il Contratto d’Inserimento Professionale nel 1994, ondata di scioperi di dicembre 1995, movimento dei sans papiers del 1996-97, movimento dei disoccu­pati fine 1997-inizi 1998); poi il vuoto, praticamente fino alla mobilita­zione dei liceali nel 2005 seguita dalle sommosse di novembre e dal movimento anti-Cpe di quest’anno (sorvoliamo sulle giornate sindacali contro la riforma delle pensioni del 2003). Nel frattempo, è stato possi­bile continuare ad agitarsi secondo le occasioni del momento: ad esempio, espulsioni, occupazioni, prigioni, nuove tecnologie (Ogm, biometria, attualmente le nanotecnologie) hanno fornito, nell’ordine o nel disordi­ne, mescolate o meno, motivi per la contestazione. Così, di “movimento” in “movimento”, da una lotta tematica spesso carica di racket emozionale (urgenza, rapporti personali, impotenza di fronte al mostro) a una lottaparticolare-in-mancanza-di-meglio, il militante potrebbe quasi raggiunge­re la pensione, soddisfatto del lavoro compiuto.
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MACERIE combattere il razzismo, per davvero

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Per contatti http://www.autistici.org/macerie/ 

Inoltre Macerie (e storie di Torino) è anche dentro alla trasmissione "Macerie su macerie" in onda su RadioBlackOut ogni giovedì dalle 10,30 alle 12.00

SENZA VIA D’USCITA

Rimbomba nelle orecchie, balla davanti agli occhi, si insinua attraverso le narici, occupa i nostri sensi. È la menzogna sociale di massa che ci viene quotidianamente ammannita. La si potrebbe definire, fra uno sbadiglio e l’altro, oggettivazione del mondo in cui viviamo. Consiste nell’affermazione onnipresente di scelte già fatte in tutti gli ambiti della nostra esistenza. Il compito di travestire l’essenza dei rapporti e dell’organizzazione sociale spetta principalmente ai cortigiani intellettuali (giornalisti, filosofi, scienziati, sociologi, esperti ...), che elaborano i discorsi e le griglie di percezione mentale che consentiranno di spiegare la realtà astraendola dalla sua natura sociale. Si tratta di prodotti immateriali, fabbricati e spacciati sotto forma di opinioni, giudizi e pregiudizi, veri e propri brandelli di una coscienza fatta letteralmente a pezzi. Possono consentire a chiunque di avere un parere su tutto, tranne che sull’essenziale.
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Los Angeles 92 - no justice, no peace - violent revolt

L'ANTECEDENTE
Il 4 marzo scorso [1992], le principali reti televisive americane trasmettevano un significativo filmato che mostrava quattro agenti bianchi in borghese del Dipartimento di polizia di Los Angeles intenti a infierire brutalmente con bastoni, manici di pistola e calci sul giovane nero Rodney King che giaceva esangue a terra vicino ad un'auto.
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Come licenziare il vostro padrone

Lavorare per vivere è un oltraggio ben noto a chiunque abbia mai lavorato. La Democrazia, il grande principio sul base del quale la società americana è presuntamente fondata, è cacciata dalla finestra non appena timbriamo il cartellino al lavoro. Senza il diritto di decidere cosa produrre, o di come quella stessa produzione è organizzata, e solo con una piccola quota del valore di quel prodotto che trova la strada nei nostri salari, abbiamo tutti i diritti di essere incazzati con i nostri padroni.   
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La peste. Capitalismo + droga = genocidio di Michael Cetewavo Tabor

INTRODUZIONE
Michael Cetewavo Tabor è uno del gruppo delle ventuno Pantere di New York.
Ha ventitre anni, e con altre Pantere di New York è accusato, nel processo affidato al giudice John ‘Faccia di merda’ Murtagh, di aver cospirato per assassinare dei poliziotti, far saltare i Botanical Gardens, grandi magazzini e linee ferroviarie. La più grande montatura nella storia di New York. Per cinque anni, e cioè dall’età di tredici a quella di diciotto, mentre viveva ad Harem dove era nato, Tabor fu schiavo dell’eroina, la Peste. A tredici anni, ‘disperato e depresso’, cominciò a drogarsi. ‘Per sfuggire alla orribile realtà della vita del ghetto’, egli entrò a far parte della ‘Società della Nona Nuvola’.
In questo saggio, scritto in prigione, egli ci parla dell’eroina, di che cosa significa diventarne schiavi. Egli descrive il mondo come il drogato stesso lo vede. Ma, cosa ancora più importante, descrive la Peste dal punto di un rivoluzionario. Egli collega il problema della droga con lo sfruttamento capitalistico, l’oppressione razziale, la mafia, i poliziotti nella colonia, il tentativo dei neri di evadere dalla realtà e di autodistruggersi. E ci parla della soluzione-rivoluzione, dei fondamentali mutamenti che sono indispensabili per spazzare via la Peste dalle città di Babilonia.
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contro la selezione

Ai fini della crescita culturale di un individuo che vuole studiare non c’è alcuna
ragione perché l’insegnamento debba essere accompagnato da prove selettive. Le ragioni
della selezione stanno invece nelle esigenze del mondo produttivo, il quale richiede attestati
che comprovino il vero valore di mercato di un aspirante lavoratore. In un mondo in cui ogni
cosa è ridotta a merce, ogni rapporto sociale è impostato come rapporto di mercato, il sistema
deve poter assegnare un prezzo ad ogni input che entra nel processo produttivo. Tra i vari
input, il lavoro è di certo quello più difficile da valutare e da controllare. Perciò le imprese
vogliono sapere con esattezza quanto vale ciascun lavoratore, come condizione necessaria per
poter calcolare quanti saranno i profitti derivanti dal suo impiego. E per stabilire il corretto
valore di mercato di un lavoratore è necessario impedire a monte che gli individui meno
produttivi possano mischiarsi con quelli più produttivi. Questa è la vera ragione economica
della selezione nello studio.
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Contro la creative class

Immaginate un Millennium People senza Chelsea Marina, metropoli multiculturali senza la radicalità dei conflitti. Immaginate un ceto medio, creativo, in espansione e alla ricerca di riconoscimento, in una società che (fortunatamente, lasciateci aggiungere) riduce il lavoro di fabbrica, ma (purtroppo) ha seppellito la lotta di classe. (Continua)