Estratto da Natura morta con picchio
Leigh-Cheri aveva ovviamente sentito dire del Picchio, però era stato nei giorni in cui lui otteneva titoli a quattro colonne facendo saltare in aria uffici di leva e di reclutamento, in quegli ultimi giorni di guerra nel Vietnam quando lei, ancora scolaretta, andava a raccogliere le more oppure si coccolava l'orsacchiotto e ascoltava una certa favola della buonanotte e s'ingialliva il naso coi ranuncoli. Curiosamente eccitata da un clistere somministratole da Giulietta dietro disposizione della Regina Tilli, si era per la prima volta masturbata proprio la sera della più abominevole impresa di Bernard, e il conturbante piacere di quel segreto sditalinamento - l'inusitato rossore che le accaldò le gote, le vaghe immagini mentali di giochi cattivelli coi ragazzi, l'attaccaticcia brina che odorava d'acqua di rane e che s'attaccava come perle prensili all'ispessentesi peluria che le contornava la cozzapesca - quella misteriosa e vergognosetta languida estasi eclissò i meno privati avvenimenti della giornata e quindi la notizia che il notorio Picchio aveva demolito un intero edificio in un'importante università nel Midwest.
Politica dell' Esilio di Giorgio Agamben
tratto da filiarmonici.org
Gli storici del diritto discutono tuttora se l'esilio - nella sua figura originaria, in Grecia e a Roma - debba essere considerato come l'esercizio di un diritto o come una situazione penale. In quanto si presenta, nel mondo classico, come la facoltà accordata a un cittadino di sottrarsi con la fuga a una pena, l'esilio sembra irriducibile alle due grandi categorie in cui si può dividere la sfera del diritto dal punto di vista delle situazioni soggettive: i diritti e le pene. Così Cicerone può scrivere: «Exilium non supplicium est, sed perfugium porturque supplicii», «L'esilio non è una pena, ma un rifugio e una via di scampo rispetto alle pene». L'esilio non è diritto, né pena, ma rifugio. Significa questo che esso rappresenta una situazione di fatto, al di qua o al di là del diritto? L'ipotesi che intendo proporre è la seguente: se l'esilio sembra eccedere tanto il repertorio dei diritti che quello delle pene, e oscillare tra l'uno e l'altro, ciò non è per una sua costitutiva ambiguità, ma perché esso si situa in una sfera per così dire più originaria, che precede questa partizione e in cui esso convive col potere giuridico-politico supremo. Questa sfera è, cioè, quella della sovranità, del potere sovrano. (Continua)
"SÌ, MA COSA VOLETE IN FONDO?"
Non chiederci la formula
che mondi possa aprirti
sì qualche storta sillaba
e secca come un ramo.
Codesto solo oggi
possiamo dirti,
ciò che non siamo
ciò che non vogliamo.
Eugenio Montale (Continua)
LA NAVE DEI FOLLI
C’era una volta una nave comandata da un capitano e dai suoi secondi, così vanitosi della loro abilità di manovra, così pieni di hybris e talmente imbevuti di sé da diventare folli. Fecero rotta verso nord, navigarono così a lungo da incontrare iceberg e pezzi di banchisa, ma continuarono a navigare in quella direzione, in acque sempre più pericolose, al solo scopo di procurarsi occasioni per gesta marinare sempre più brillanti.
Mentre il battello raggiungeva latitudini via via più elevate, i passeggeri e l’equipaggio erano sempre meno a proprio agio. Cominciarono a litigare e a lamentarsi delle proprie condizioni di vita. (Continua)
brani tratti da Günther Anders, "I morti. Discorso sulle tre guerre mondiali"
LO SCIOPERO
Ecco dunque a che punto sono arrivate le potenze che decidono del nostro destino. Il che è già di per sé abbastanza terrificante. Ma a che punto siamo noi? Noi, i milioni di morituri – noi che domani o dopodomani potremmo diventare le vittime – siamo forse migliori di quelle potenze e degli uomini che le dirigono?
Non direi. Cosa intendo? Che noi – abituati come siamo a eseguire i nostri lavori nelle fabbriche, nei laboratori, nelle officine e negli uffici – abbiamo disimparato a interessarci dell'effetto finale delle cose di cui siamo col-laboratori e co-autori. (Continua)
Citazione de "Il Regno e la Gloria" di Giorgio Agamben su "Impero" di Toni Negri ed un breve scritto su Impero ed il suo autore
"Le tesi di Eusebio sulla solidarietà fra l'avvento di un unico impero modano, la fine della poliarchia e il trionfo dell'unico vero dio presenta delle analogie con le tesi di Negri-Hardt, secondo cui il superamento degli Stati nazionali nell'unico impero globale capitalista apre la via al trionfo del comunismo. Mentre la dottrina del parrucchiere teologico di Costantino (Eusebio), aveva però un chiaro significato tattico ed era funzione non di un antagonismo ma di un alleanza fra il potere globale di Costantino e la Chiesa, il significato delle tesi di Negri-Hardt non può certo essere letta nello stesso senso e resta, perciò, quantomeno enigmatica."
Giorgio Agamben, "Il Regno e la Gloria"
"Qu’est-ce que pour nous, mon cœur,…" di Arthur Rimbaud, sulla Comune di Parigi
Il diritto uguale di tutti ai beni e alle gioie di questo mondo, la distruzione di ogni autorità, la negazione di ogni freno morale, ecco, se si scende alla radice delle cose, la ragion d’essere dell’insurrezione del 18 marzo e il programma della terribile associazione che le ha fornito un esercito.
Inchiesta parlamentare sull'insurrezione del 18 marzo 1871
per altre poesie di Rimbaud sulla Comune, musicate da Joe Fallisi clicca qui
LA VIE S'ECOULE - LA VITA SCORRE
(testo di Raoul Vaneigem, musica di Francis Lemonnier – 1961/ interpretata da Joe Fallisi)
DA “LACERAZIONI”, 1955 di JOYCE MANSOUR
Invitami a trascorrere la notte nella
tua bocca
Raccontami la giovinezza dei fiumi
Premi la mia lingua contro il tuo occhio
di vetro
Dammi a balia la tua gamba
E poi dormiamo, fratello mio,
Perché i nostri baci muoiono
più veloci della notte.
Le ruggini ingabbiate/I coglioni arrabbiati di Benjamin Peret
Poesie e scritti erotici liberi da qualsiasi tipo di autocensura
EMILE HENRY, Aforismi
Raccolta di pensieri politici ed esistenziali dell'anarchico Emile Henry, fautore della propaganda col fatto
Il disonore dei poeti di Benjamin Peret
ANARCHICI SULLO SCHERMO
da un bollettino del CIRA di Losanna, una lista di film che hanno a che vedere con gli anarchici e l'anarchia. Se avete qualche film da suggerire, aggiungete il titolo nei commenti
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Primo anarchico ad essere rappresentato sullo schermo, Léon Czolgosz non più vivente, non si vede che un attore sulla sedia elettrica in Execution of Czolgosz with panorama of the prison, senza dubbio uno dei primi "docu-drama" del cinema, nel 1901. Da allora, l'anarchismo e gli anarchici sono stati presentati o evocati in più di mille film. Il CIRA ha costituito dossier e una base di donazioni che non domanda che di arricchirsi ancora. Questo bollettino presenta i principali film, documentari, fiction o serie televisive, che possono interessare il pubblico d'oggi. Molti di questi titoli sono sfortunatamente introvabili o comunque non sono stati reperiti fino ad oggi. Più di 300 videocassette sono conservate al CIRA, di qualità variabile; possono essere consultati unicamente sul posto. Fortunatamente, centri di ricerca e singoli hanno iniziato a editare e a trasferire su DVD i documentari, cioè su supporti più durevoli. Resta un grande lavoro da fare per costruire una filmografia e una cineteca sull'anarchismo. Ricordiamo infine che, se abbiamo, in genere, potuto compilare le schede tecniche dei film (anche se, a volte, da fonti discutibili), non siamo in grado di dare indicazioni sulla distribuzione nei diversi paesi o sulle versioni commercializzate. Il lavoro pionieristico di Pietro Ferrua (Anarchists in film, 1980), che continua a fare ricerche e ad animare il festival di Portland, nell'Oregon, ha incoraggiato il nostro lavoro. Un primo opuscolo del CIRA è stato pubblicato nel 1984 e conteneva meno di cento titoli... Gli sviluppi tecnici recenti hanno favorito la realizzazione di documentari (di qualità varia) e l'accesso all'informazione. Una rete di contatti si è stabilita a livello internazionale: indispensabile, perché sappiamo bene che le nostre schede sono lontane dall'essere complete. Grazie a coloro che ci hanno dato informazioni e cassette. Una raccolta di articoli. commentari e opinioni è in preparazione. Tutti i contributi sono i benvenuti!
Marianne Enckell, Losanna Eric Jarry, Parigi (Continua)