SENZA VIA D’USCITA

Rimbomba nelle orecchie, balla davanti agli occhi, si insinua attraverso le narici, occupa i nostri sensi. È la menzogna sociale di massa che ci viene quotidianamente ammannita. La si potrebbe definire, fra uno sbadiglio e l’altro, oggettivazione del mondo in cui viviamo. Consiste nell’affermazione onnipresente di scelte già fatte in tutti gli ambiti della nostra esistenza. Il compito di travestire l’essenza dei rapporti e dell’organizzazione sociale spetta principalmente ai cortigiani intellettuali (giornalisti, filosofi, scienziati, sociologi, esperti ...), che elaborano i discorsi e le griglie di percezione mentale che consentiranno di spiegare la realtà astraendola dalla sua natura sociale. Si tratta di prodotti immateriali, fabbricati e spacciati sotto forma di opinioni, giudizi e pregiudizi, veri e propri brandelli di una coscienza fatta letteralmente a pezzi. Possono consentire a chiunque di avere un parere su tutto, tranne che sull’essenziale.
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