PENSIERI SPARSI SU UTOPIA, AUTOGESTIONE E INIMICIZIA VERSO L'ESISTENTE

Sull'utopia. Tra funerali e desiderio. Ogni utopia è finita. I grandi ideali di cambiamento sono morti (per autoconsunzione). Così di coro. Superando il fastidio che mi procura il continuo ripetersi di questi funerali, provo a sviluppare qualche riflessione. Se per utopia s'intende una costruzione ideologica nel cui nome subordinare i singoli, una missione in vista della quale differire continuamente le proprie attuali passioni, il fantasma da rincorrere di chi vuole costringere tutti a sognare lo stesso sogno — se utopia è tutto questo, della sua scomparsa non si può non rallegrassi. Santificazione e sacrificio sono il territorio di ogni tirannide, il cerchio magico di ogni oppressione. Ma è chiaro che c'è dell'altro. Innanzitutto non è spiegabile in che modo, stante questa definizione di utopia, essa possa essere considerata qualcosa di esterno o di superato rispetto alla presente società.
 (Continua)