Scontri in Cina in vista delle Olimpiadi 2008

2008, Olimpiadi in Cina. Riuscirà il regime cinese ad utilizzare i giochi per la propria propaganda, allo scopo di mostrarsi quale "banco capitalistico da lavoro del mondo" e garante di un ordine mondiale stabile? Molto dipende da come si svilupperanno le lotte sociali in Cina. (Continua)

video cariche PIANURA : Poliziotti vigliacchi

contributo da genova sulla manifestazione No Dal Molin

Molto è già stato scritto su Vicenza ed è importante che l’appello lanciato da un gruppo di compagni per un confronto non sia caduto nel vuoto come troppo spesso accade. Questo è significativo del fatto che su Vicenza, intesa come tutto quello che il nome evoca (la base, la guerra, i modi per essere incisivi in determinati contesti, la manifestazione in sé ed in generale lo stare nelle strade, ….qualsiasi altra cosa ci si voglia leggere) si è creata la giusta tensione, un’attenzione che va nella direzione della svolta, non solo quella nel percorso della manifestazione, ma una svolta che possa essere determinante anche per quanto altro si muove su terreni che non devono restare relegati all’ambito delle nocività locali e/o della pace intangibile. (Continua)

"La città e la metropoli" di Giorgio Agamben

Permettetemi di cominciare con qualche ovvia considerazione sul termine “metropoli”. Esso significa in greco “città-madre” e si riferisce al rapporto fra la polis e le sue colonie. I cittadini di una polis che partivano per fondare una colonia erano, come si diceva, in apoikia – letteralmente in “allontanamento dalla casa”- rispetto alla città, che, nella sua relazione alla colonia, veniva allora chiamata metropolis , città-madre. Questo significato del termine è rimasto fino ai nostri giorni per esprimere il rapporto fra il territorio della patria, definito appunto metropolitano, e quello delle colonie. (Continua)

Scontri al sud (dai media)

Tensioni tra la polizia e i cittadini che presidiano il sito di Pianura per impedire la riapertura della discarica. Bloccata la linea ferroviaria per Roma

NAPOLI:Tafferugli, tensioni tra manifestati e forze dell’ordine, malori e qualche operatore televisivo contuso, sono il bilancio dell’apertura della discarica nel quartiere a ovest di Napoli di Pianura, in località Pisani. Intanto questa mattina alcuni manifestanti hanno occupato i binari della linea ferroviaria Roma-Napoli nel tratto compreso tra Pozzuoli e Giugliano.

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CONTRIBUTO AL DIBATTITO POST-CORTEO DI VICENZA

ntervengo solo ora nel dibattito sulla manifestazione di Vicenza del 15/12/07 in quanto, leggermente restio alla rete Internet, ne ero all’oscuro. In seguito alla lettura di vari testi di diversa natura sul tema ho deciso di intervenire ed esprimere il mio pensiero.
Non ero presente al corteo del 17/2/07 a Vicenza contro la base Dal Molin, ma ho voluto esserci il 15 dicembre, dopo aver saputo che si stava preparando un tentativo autoorganizzato d’occupazione della base. (Continua)

I compagni arrestati a milano sono agli arresti domiciliari

i compagni arrestati domenica sono stati rilasciati dal carecere di s. vittore attorno alle ore 14.
attualmete i tre si trovano agli arresti domiciliari.
seguranno info...

Rompiamo il silenzio: cortei a Bologna e Torino

Rompiamo il silenzio!
Non può essere normale lasciarsi sfruttare per non avere nemmeno di che campare
Non può essere normale che i giornali trasudino di propaganda razzista
Non può essere normale venire ammazzati in mezzo alla strada da poliziotti troppo zelanti
Non può essere normale subire aggressioni da squadracce fasciste
Non può essere normale bombardare popolazioni inermi
Non può essere normale chiamare terrorismo il dissenso e la rabbia
Non può essere normale accettare una "sicurezza" fatta di morti sul lavoro, di raid contro i campi rom, di schedature genetiche, di deportazioni di immigrati

Scendiamo in strada per contrastare il cinismo, l'indifferenza e la rassegnazione che aprono la strada a quel totalitarismo fascista che vediamo già imporsi ovunque

CORTEO A TORINO Sabato 19 Gennaio 2008
CORTEO A BOLOGNA Sabato 9 Febbraio 2008

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aggiornamenti sui tre compagni arrestati Milano

Stamattina si è svolta presso il palazzo di giustizia di Milano l'udienza di convalida degli arresti per i tre compagni fermati ieri ed accusati di danneggiamento aggravato di un bancomat e porto di materiale esplodente. La decisione del gip verrà comunicata domani mattina, la richiesta del p.m. (non presente alla convalida) è la custodia in carcere, mentre gli avvocati dei tre chiedono la scarcerazione a piede libero ed in subordine altre forme di restrizione.
Ieri sera un gruppo di amici, amiche compagni e compagne ha dato vita ad un caloroso e colorato presidio spontaneo davanti al carcere di s. Vittore (dove i tre sono rinchiusi) con musica, saluti, trick e track ecc. ecc. in solidarietà con tutti i prigionieri e per far sentire il nostro affetto a Fred, Ale e Zeno. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

Note a piè di pagina sullo stato d’eccezione di Claire Fontaine

1.la guerra ha luogo. Della guerra non sappiamo niente e ce lo ricordano in continuazione. Fin dalla prima infanzia la guerra, sempre una e molteplice, era nei nostri piatti, in quel che non doveva andar sprecato. Ci hanno fatto violenza in nome della nostra presunta ignoranza della guerra, come se avessimo ignorato il dolore o la malattia, o come se semplicemente questa guerra-sempre-assente fosse finita una volta e per tutte, e che bisognasse ricordarsela come ci si ricorda dei morti nelle famiglie. Con sofferenza. (Continua)

Estratto da Natura morta con picchio

Non sapeva, Leigh-Cheri, che stava arrestando colui che mezza dozzina di sceriffi americani avevano giurato sulle Bibbie di famiglia di vedere morto; non sapeva, cioè, d'aver acchiappato un fuggitivo che per un decennio era riuscito a evitare i più famelici tranelli dell'FBI; e ciò pur ammettendo che negli anni più recenti, con tutte le intervenute alterazioni sociali e l'inattività di Bernard, l'interesse verso la sua cattura s'era per così dire affievolito.
Leigh-Cheri aveva ovviamente sentito dire del Picchio, però era stato nei giorni in cui lui otteneva titoli a quattro colonne facendo saltare in aria uffici di leva e di reclutamento, in quegli ultimi giorni di guerra nel Vietnam quando lei, ancora scolaretta, andava a raccogliere le more oppure si coccolava l'orsacchiotto e ascoltava una certa favola della buonanotte e s'ingialliva il naso coi ranuncoli. Curiosamente eccitata da un clistere somministratole da Giulietta dietro disposizione della Regina Tilli, si era per la prima volta masturbata proprio la sera della più abominevole impresa di Bernard, e il conturbante piacere di quel segreto sditalinamento - l'inusitato rossore che le accaldò le gote, le vaghe immagini mentali di giochi cattivelli coi ragazzi, l'attaccaticcia brina che odorava d'acqua di rane e che s'attaccava come perle prensili all'ispessentesi peluria che le contornava la cozzapesca - quella misteriosa e vergognosetta languida estasi eclissò i meno privati avvenimenti della giornata e quindi la notizia che il notorio Picchio aveva demolito un intero edificio in un'importante università nel Midwest.
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Politica dell' Esilio di Giorgio Agamben

tratto da filiarmonici.org 

Gli storici del diritto discutono tuttora se l'esilio - nella sua figura originaria, in Grecia e a Roma - debba essere considerato come l'esercizio di un diritto o come una situazione penale. In quanto si presenta, nel mondo classico, come la facoltà accordata a un cittadino di sottrarsi con la fuga a una pena, l'esilio sembra irriducibile alle due grandi categorie in cui si può dividere la sfera del diritto dal punto di vista delle situazioni soggettive: i diritti e le pene. Così Cicerone può scrivere: «Exilium non supplicium est, sed perfugium porturque supplicii», «L'esilio non è una pena, ma un rifugio e una via di scampo rispetto alle pene». L'esilio non è diritto, né pena, ma rifugio. Significa questo che esso rappresenta una situazione di fatto, al di qua o al di là del diritto? L'ipotesi che intendo proporre è la seguente: se l'esilio sembra eccedere tanto il repertorio dei diritti che quello delle pene, e oscillare tra l'uno e l'altro, ciò non è per una sua costitutiva ambiguità, ma perché esso si situa in una sfera per così dire più originaria, che precede questa partizione e in cui esso convive col potere giuridico-politico supremo. Questa sfera è, cioè, quella della sovranità, del potere sovrano. (Continua)