I compagni arrestati a milano sono agli arresti domiciliari
i compagni arrestati domenica sono stati rilasciati dal carecere di s. vittore attorno alle ore 14.
attualmete i tre si trovano agli arresti domiciliari.
seguranno info...
Rompiamo il silenzio: cortei a Bologna e Torino
Rompiamo il silenzio!
Non può essere normale lasciarsi sfruttare per non avere nemmeno di che campare
Non può essere normale che i giornali trasudino di propaganda razzista
Non può essere normale venire ammazzati in mezzo alla strada da poliziotti troppo zelanti
Non può essere normale subire aggressioni da squadracce fasciste
Non può essere normale bombardare popolazioni inermi
Non può essere normale chiamare terrorismo il dissenso e la rabbia
Non può essere normale accettare una "sicurezza" fatta di morti sul
lavoro, di raid contro i campi rom, di schedature genetiche, di
deportazioni di immigrati
Scendiamo in strada per contrastare il cinismo, l'indifferenza e la rassegnazione che aprono la strada a quel totalitarismo fascista che vediamo già imporsi ovunque
CORTEO A TORINO Sabato 19 Gennaio 2008
CORTEO A BOLOGNA Sabato 9 Febbraio 2008
aggiornamenti sui tre compagni arrestati Milano
Ieri sera un gruppo di amici, amiche compagni e compagne ha dato vita ad un caloroso e colorato presidio spontaneo davanti al carcere di s. Vittore (dove i tre sono rinchiusi) con musica, saluti, trick e track ecc. ecc. in solidarietà con tutti i prigionieri e per far sentire il nostro affetto a Fred, Ale e Zeno. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.
Manuale di autodifesa legale
manuale di autodifesa legale.pdf
Note a piè di pagina sullo stato d’eccezione di Claire Fontaine
1.la guerra ha luogo. Della guerra non sappiamo niente e ce lo ricordano in continuazione. Fin dalla prima infanzia la guerra, sempre una e molteplice, era nei nostri piatti, in quel che non doveva andar sprecato. Ci hanno fatto violenza in nome della nostra presunta ignoranza della guerra, come se avessimo ignorato il dolore o la malattia, o come se semplicemente questa guerra-sempre-assente fosse finita una volta e per tutte, e che bisognasse ricordarsela come ci si ricorda dei morti nelle famiglie. Con sofferenza. (Continua)