Brevi considerazioni su Vicenza
tratto da http://www.informa-azione.info/brevi_considerazioni_su_vicenza
Scrivo queste brevi considerazioni per cercare di fare un po' il punto della situazione, lo stato delle cose prima della pausa natalizia.
Per me ha veramente poca importanza stare a fare la conta di quanti
eravamo; ha più importanza in questo caso guardare alla qualità
politica espressa, ai suoi significati ed ai suoi divenire.
Siamo stati meno di febbraio, la metà credo, e nonostante questo è
stato un corteo molto partecipato di decine di migliaia di persone; la
maggioranza dei partecipanti mi è parsa più territoriale che
movimentista nazionale. (Continua)
Spoleto - Lettera degli ergastolani sulla cessazione dello sciopero della fame
Cari ergastolani,
l’Associazione Pantagruel in data 14/12/07, ci ha chiesto di cessare lo sciopero della fame,
cosa che abbiamo subito fatto, sarà la stessa associazione a scrivere
ad ogni ergastolano che ha aderito allo sciopero per documentarlo con i
risultati ottenuti.
Nella nostra lotta ci sono state luci ed ombre ma non dimentichiamo che prima c’era solo il buio.
Non ci hanno tradito (deluso) i mass media o i politici, piuttosto ci
hanno deluso e tradito la fame e il freddo e crediamo che per il futuro
sarà il caso di trovare altre forme di lotta che non sia lo sciopero
della fame (si accettano consigli e proposte).
Varese - Alcune impressioni sulla manifestazione di Vicenza del 15 dicembre
fonte http://bloggo.oziosi.org/inforiot
Sabato 15 dicembre ero a Vicenza, per dare il mio contributo alla lotta popolare di opposizione all'ennessimo progetto di morte e di sacrificio in nome del capitale e del suo rinnovamento continuo. Sono contro la base militare, o meglio contro tutte le basi e gli eserciti. Sono contro la guerra e la società che la crea, che la regola, che la spaccia per ciò che non è (una tragica necessità di cui limitare i danni) e che la gestisce per ciò che è: uno dei volti della programmazione dell'economia da parte dello stato. (Continua)A PROPOSITO DELLA MANIFESTAZIONE DI VICENZA DEL 15/12/07
L'obiettivo della lotta di Vicenza è senza dubbio uno dei più importanti che ci siano in questo momento. Impedire la costruzione della più grande base militare USA in Europa avrebbe un'enorme ricaduta sull'antimilitarismo in Italia e non solo. Per questo pensiamo che la battaglia No Dal Molin non debba essere lasciata al riformismo e ai giochi politici. Spostare – come sta avvenendo – la lotta dalla strada ai tavoli istituzionali con la richiesta di una moratoria ci sembra inaccettabile. Primo, perché in tal modo non si fermerà nessuna base; secondo, perché legittimando ancora come interlocutori i parlamentari della "sinistra critica" si aprono loro le porte del recupero istituzionale. Dopo aver votato tutte le operazioni militari, dopo aver detto "Sì" a tutte le nocività (TAV, rigassificatori, inceneritori, ecc.), dopo aver accettato quell'insieme di leggi razziali che chiamano "pacchetto sicurezza", ora costoro promettono, pur di non sparire, la sospensione dei lavori al Dal Molin. Invece di allontanarli dalla lotta, è a loro che ci si rivolge. A febbraio, infatti, c'era stato l'appello a non portare al corteo le bandiere di partito. Ora no. Se chiedi qualcosa, non sei certo nella posizione di rivendicare un'intransigente autonomia. (Continua)
Che fare?
Che
fare?
Rapine
dovunque
Sarà una semplice coincidenza, ma è significativo che una così violenta ondata di criminalità si sia scatenata proprio in queste ultime settimane, sin da quando il governo è entrato in crisi e sono state sciolte le camere. La schiuma più audace e più vistosa di quell'ondata rivoluzionaria è rappresentata dalle rapine a mano armata. (Continua)
Dichiarazione pubblica di un compagno al processo dei 25 di Genova
Innanzitutto vorrei fare una breve premessa: in quanto anarchico,
ritengo i concetti borghesi di colpevolezza o innocenza totalmente
privi di significato.
La decisione di voler dibattere in un processo di “azioni criminose”
che si vogliono imputare a me e ad altre persone, e soprattutto
l’esprimere qui le idee che caratterizzano il mio modo di essere e di
percepire le cose, potrebbe essere oggetto di valutazioni sbagliate: è
necessario quindi precisare da parte mia che lo spirito con cui
rilascio questa dichiarazione, dopo anni di spettacolarizzazione
mediatica dei fatti di cui si dibatte qui dentro,è quello in cui anche
la voce di qualche imputato si faccia sentire. Con questo breve
intervento comunque non cerco né scappatoie né giustificazioni: per me
sarebbe assurdo anche il fatto che la corte decida che sia legittimo
rivoltarsi non spetta ad essa. (Continua)
16/12/2007: MILANO: PRESIDIO IN SOSTEGNO AGLI ERGASTOLANI IN LOTTA
Il 1° dicembre è iniziato uno sciopero della fame per l'abolizione
dell'ergastolo. Aderiscono, al momento, 737 prigionieri condannati
all'ergastolo (sul totale di 1230 circa) assieme a più di 8.000
prigionieri non-ergastolani, ai familiari e ai simpatizzanti. Alcuni
portano avanti lo sciopero a tempo indeterminato, fino alla morte se
dovesse occorrere, altri a rotazione settimanale.
La
lotta naturalmente non sarà né semplice né breve, dovrà perciò essere
sostenuta da iniziative per la cui scelta e riuscita il contributo di
tutti e in particolare dei prigionieri e dei loro familiari è
essenziale.
Il giorno 16/12 si è svolta presso la Libreria
Calusca di Milano un’assemblea che ha espresso la volontà di far uscire
questa lotta dal silenzio, farla conoscere a tutti e dar voce ai
prigionieri in sciopero della fame, allo scopo di estenderla e
rafforzarla.
A questo proposito l’assemblea ha indetto un presidio
mercoledì 19 Dicembre a Milano in piazza Cadorna dalle ore 17.30
IL CARCERE NON E’ LA SOLUZIONE MA PARTE DEL PROBLEMA
I compagni presenti all’assemblea
Autorganizzazione e spazi sociali
Controllo urbano e occupazione di luoghi collettivi
IL RAPPORTO TRA SPAZI sociali ed autorganizzazione è indissolubile.
In un mondo che ha sottomesso ogni metro quadrato di terra e di mare alla legge dell'economia di mercato e di conseguenza ad un controllo sociale sempre più capillare, un'idea come quella autogestionaria, basata sull'autorganizzazione dell'attività umana, non trova spazio se non ponendosi in aperto conflitto con la realtà.
La maggioranza di noi vive, ma sarebbe più verosimile dire sopravvive, in pochi metri quadrati di cemento - gentilmente offerti a prezzi esorbitanti dagli imperi dell'immobile - e trascorre gran parte del suo tempo in ambienti artificiali e malsani come le fabbriche, i magazzini, le scuole, gli ospedali, gli ipermercati. Anche il "tempo libero" è costretto in vicoli ciechi: dal bar al parco giochi, dal viaggio organizzato nel villaggio-vacanze alla discoteca, nulla esula dallo strapotere del denaro. (Continua)
Pensieri sulle città
Il progresso non distrugge mai così a fondo come quando costruisce.
Quella degli spazi è un 'esigenza eminentemente politica. I luoghi in cui
viviamo condizionano il modo in cui viviamo e, inversamente, i nostri rapporti e
la nostra attività modificano gli spazi della nostra vita. Si tratta di
un'esperienza quotidiana eppure sembriamo incapaci di tirarne la minima
conseguenza. Basta passeggiare in una qualsiasi città per capire qual è la
miseria del nostro modo di vivere. Quasi tutti gli spazi urbani rispondono a due
esigenze: il profitto e il controllo sociale. Sono luoghi di consumo organizzati
secondo le regole sempre più strette dì un mercato in continua espansione: il
mercato della sicurezza. Il modello è quello del centro commerciale, uno spazio
collettivo privatizzato, sorveglialo da uomini e strumenti forniti da apposite
agenzie. Nel centro commerciale, una socialità sempre più "personalizzata
" è costruita attorno al consumatore e alla sua famiglia: ormai, in questi
locali al neon si può mangiare, giocare con i figli, leggere, eccetera. Che si
tratti di una terrificante illusione di vita lo si scopre entrandoci senza
soldi. (Continua)
IRAK 1991: storia di un’occultazione moderna
A partire dal 2 marzo 1991, comincia in Irak una delle più grandi insurrezioni moderne. Questa insurrezione può essere considerata come quella che al mondo, in rapporto alla sua importanza, ha fino ad oggi subito la più grande occultazione. Eccone di seguito i due elementi probanti.
NOTE SUL REGOLAMENTO INTERNO CARCERARIO
Genova - Sentenza processo su mobilitazioni G8
Venerdì 14 dicembre è prevista la sentenza per il processo di primo grado per la mobilitazione contro il G8 del luglio 2001, per cui i PM Canepa e Canciani hanno chiesto più di 200 anni di condanna per i 25 imputati.
Invitiamo chiunque voglia mobilitarsi sul proprio territorio ad esprimere il proprio rifiuto a qualsiasi ipotesi di condanna, e diamo appuntamento per quella giornata a Genova alle ore 18.00 in Piazza Raibetta (dietro Palazzo S.Giorgio) per un volantinaggio itinerante per i vicoli.
Alcuni compagni/e solidali