Il carcere e il suo mondo
brani tratti da Günther Anders, "I morti. Discorso sulle tre guerre mondiali"
LO SCIOPERO
Ecco dunque a che punto sono arrivate le potenze che decidono del nostro destino. Il che è già di per sé abbastanza terrificante. Ma a che punto siamo noi? Noi, i milioni di morituri – noi che domani o dopodomani potremmo diventare le vittime – siamo forse migliori di quelle potenze e degli uomini che le dirigono?
Non direi. Cosa intendo? Che noi – abituati come siamo a eseguire i nostri lavori nelle fabbriche, nei laboratori, nelle officine e negli uffici – abbiamo disimparato a interessarci dell'effetto finale delle cose di cui siamo col-laboratori e co-autori. (Continua)
lettera aperta a Giulio Giorello su infantilismo, estremismo e dintorni/ Occupazione dell'Università di via Festa del Perdono Milano 2005
Scriviamo queste notazioni a
commento di alcune affermazioni del Prof. Giulio Giorello, pubblicate in
un articolo del quotidiano La Repubblica del 2 novembre 2005 in merito
all'occupazione in corso alla Statale di Milano. http://italy.indymedia.org/news/2005/11/911784.php.
Nella consapevolezza delle distorsioni operate sistematicamente dalla
stampa, è possibile che esse vengano smentite. Resta il fatto che gli
argomenti sono degni di attenzione in quanto tali. (Continua)
Proposte pratiche per il ripensamento della forma autogestionale/Occupazione dell'Università di via Festa del Perdono Milano 2005
PER DIVENTARE CIO' CHE SIAMO
Alla luce delle critiche mosse al dispositivo dell’Assemblea generale
(che evidentemente non erano critiche personalistiche, bensì strutturali),
pensiamo ad alcune proposte concrete. Si tratta sostanzialmente di portare
alla piena consapevolezza pratica qualcosa che, in qualche modo, è già
spontaneamente in atto.
L’assemblea generale è due cose: una reale e
l’altra fittizia. Realmente, è un luogo informativo di quanto è stato
discusso ed elaborato in piccoli gruppi di lavoro, ovvero laddove c’è
l’effettiva possibilità di discutere, riflettere, criticare: il gruppo
eventi comunica un insieme di decisioni, lo stesso fa il gruppo riforme,
ecc.. In maniera fittizia, è un luogo decisionale. Sarebbe opportuno
eliminare questa finzione. (Continua)
Note critiche sull'assemblea generale / Occupazione dell'Università di via Festa del Perdono Milano 2005
I dogmi utilitaristici vorrebbero che il valore di una lotta si
misuri in termini di efficacia, di raggiungimento di determinati
obiettivi. La lotta viene così ridotta ad una dimensione meramente
strumentale, ad un mezzo in vista di un fine. Ciò può essere corretto -
sebbene non in assoluto, ma solo in parte e in determinate circostanze.
Per altri versi, si può però dire che il reale valore di una lotta risieda
nel tipo di soggettività che in essa saprà nascere. Lentamente, lungo
percorsi dell’incerto destino, attraverso difficoltà e contraddizioni, da
ogni lotta può sbocciare una differente coscienza politica, inedite
pratiche individuali, in breve nuove forme di vita. In una lotta, è
prioritariamente in gioco ciò che ogni individualità sarà per se stessa e,
contemporaneamente, in relazione agli altri.
(Continua)
Sul senso dell’occupazione / Occupazione dell'Università di via Festa del Perdono Milano 2005
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
(Eugenio Montale)