Rassegna stampa sulla contromanifestazione antifascista a Praga per la "notte dei cristalli"

  

dall' unita.it

Praga, gli anarchici tentano di impedire corteo neonazista, arresti e feriti


Duri scontri a Praga tra anarchici e neonazisti, sabato. Più di un migliaio di persone, con la stella gialla e le bandiere rosse e rosse e nere, si sono radunate nell'antico quartiere ebraico di Praga per impedire una marcia neonazista, organizzata nell'anniversario della "Notte dei cristalli", pogrom degli ebrei che dette inizio allo sterminio in cui furono uccisi 91 ebrei, saccheggiate e incendiate 267 sinagoghe e distrutti 7.500 negozi di commercianti di origine ebrea in tutta la Germania. Il raduno nazista che inneggiava al pogrom del 1938 era stato vietato dall'amministrazione praghese e la polizia ha isolato il luogo di raduno del movimento di estrema destra, chiuso gli accessi al quartiere ebraico - nel cuore della città -, ma ha anche impedito il passaggio della contro-manifestazione convocata via internet. In molte strade del centro si sono avuti scontri tra anarchici e bande isolate di skinheads, che hanno causato diversi feriti, stando a quanto ha riferito lo stesso sindaco della città Pavel Bem. 

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1 DICEMBRE CON GLI ERGASTOLANI IN LOTTA

  

Ci siamo! La data del 1° dicembre dell’inizio dello sciopero della fame per l’abolizione dell’ergastolo è vicina.

Digiuniamo, e alcuni di noi lo faranno a oltranza, perchè l’ergastolo non funziona, non è un deterrente, alimenta il male ed è ingiusto. Se in un paese c’è troppo crimine spesso non è colpa del criminale ma nella maggioranza dei casi è colpa dello Stato. Il momento non è dei più propizi: cresce la richiesta di lotta alla criminalità confusa con migranti e poveri ma che abbiamo da perdere? È ovvio che non otterremo un granchè ma gli uomini e donne che combattono e lotano vincono sempre anche quando perdono. L’ergastolano può perdere la speranza, molti l’hanno già persa, ma alcuni non perderanno mai la forza di lotare. Fra gli ergastolani in questo periodo tira un’aria diversa, non siamo più complici silenziosi e supini dei nostri guardiani. Molti di noi sono dentro, senza mai uscire, da 20/30 anni: il tempo passa, i primi anni di carcere non ci fai molto caso, continui a pensare che tanto c’è sempre tempo, ma ora ci siamo svegliati perchè abbiamo visto che di tempo non nè abbiamo più. Vogliamo realizzare da soli, con le nostre forze, le nostre speranze e per questo alcuni di noi sono disposti a morire di fame. La lotta mantiene giovani e vivi, siamo stanchi di invecchiare senza fare nulla, vogliamo semplicemente sapere quando finiremo la nostra pena. Anche noi siamo per la certezza della pena ma non ci fermiamo solo qui siamo anche per la certezza della fine pena. Anche noi ergastolani vogliamo un calendario nella cella per segnare con una crocetta i giorni, i mesi, gli anni che passano. Non si può essere responsabili per sempre: qualsiasi cosa dovrebbe avere un inizio e una fine. La legge viene dal greco nomos: distribuire, ordinare e misurare, ma come si fa a misurare l’ergastolo? L’ergastolo non ha nessuna funzione, è la vendetta dei forti, dei vincitori, della moltitudine. Probabilmente la maggioranza politica e quella del paese è contraria all’abolizione dell’ergastolo ma la storia è piena di maggioranze che sbagliano. Essere in molti non significa di per se che si abbia ragione. Gli ergastolani hanno pensato: che se continuano a non fare nulla, se continuano solo a mangiare non avranno mai un domani. Gli ergastolani hanno penato: che non sanno più chi sono, dove sono nè dove vanno, non hanno nessun domani, hanno solo un passato che non passa e corrono con la morte per la morte. Gli ergastolani hanno scritto:
-adesso davanti a noi abbiamo la prova più difficile, voglia il diavolo che l’impegno e le soffeenze che ci aspettano vengano in qualche modo ripagate. Ti immagini se tutti gli ergastolani sciopereranno insieme a noi a oltranza che casino scoppierebbe in questo sporco paese! Maledette zucche vuote, questa è un’occasione più unica che rara per ottenere qualcosa di concreto e molti invece pensano alla loro inutile integrità fisica. Eppure, visti i tempi che corrono è facile prevedere che con questo sistema le probabilità maggiori che abbiamo sono quelle di uscire da un loculo di ferro e cemento per entrare subito dopo in uno di legno.

-la speranza per gli ergastolani non esiste, la speranza per noi è la lotta.

-pensa, se ci va bene e muoriamo di fame, t’immagini come si incazzano gli altri detenuti che ci vedono uscire prima di loro. In bocca al lupo a tutti.

-chi ha commesso un reato non deve soffocare troppo tempo nel fango di una prigione dove con il passare del tempo non
ha più la forza di alzarsi in piedi.

Gabriel Pombo da Silva scrive: -...Bisogna fare quello che si deve fare: con coraggio, sentimenti, con la testa... se oggi non iniziamo a vivere quello che la nostra coscienza ed i nostri cuori ci dicono, quando lo faremo? Se oggi non cominciamo a essere liberi, di quale libertà potremmo parlare?... se oggi non lottiamo per noi stessi e per quelli che sono nella stessa o simile condizione, non potremmo mai parlare di amore o vita o libertà senza sentirci dentro cinici e miserabili come chi ci opprime...

Carcere di Spoleto, Carmelo Musumeci novembre 2007

Cassa Anarchica di Solidarietà Anticarceraria, via dei messapi 51 Latina

Agli anarchici, ai libertari, agli antimilitaristi

Con queste note vorremmo sollecitare l'attenzione dei compagni rispetto ad alcune possibilità che si stanno aprendo in Italia per la lotta antimilitarista.
La protesta a Vicenza contro la nuova base USA e per la chiusura della caserma Ederle, quella a Novara contro la costruzione dei cacciabombardieri F-35 ed altre che nasceranno stanno ridando concretezza all'antimilitarismo. Non si tratta più, infatti, di prendere posizione genericamente per la "pace", ma di impedire la costruzione di alcuni strumenti necessari alla prosecuzione e all'ampliamento della guerra. Se queste lotte non hanno ancora raggiunto l'estensione delle mobilitazioni precedenti contro la guerra (pensiamo alle oceaniche manifestazioni del 2003 contro il conflitto in Iraq), esse hanno degli obiettivi ben più concreti.
Non sarà sfuggita, in particolare, la posta in gioco nella situazione vicentina: si tratta di impedire la costruzione della più grande base militare USA fuori dai confini statunitensi, nodo centrale per la futura "esportazione della democrazia" in Africa e, se del caso, in Europa. Fermare la costruzione della nuova base vicentina non significa solo mettere direttamente i bastoni fra le ruote della più grande potenza militare mondiale, ma anche, indirettamente, trovare un punto di contatto – pretendendo il ritiro delle "nostre" truppe da tutti i fronti di guerra – con le varie forme di resistenza che nel mondo si oppongono agli interventi neocoloniali europei e statunitensi. Se la lotta contro la nuova base saprà rafforzare anche quella per la chiusura della caserma Ederle – base logistica per i massacri in Iraq e in Afghanistan –, la prospettiva antimilitarista raggiungerebbe dei livelli assai notevoli.notevoli.  

 (Continua)

I.S., "della miseria dell'ambiente studentesco"

La miseria dell\'ambiente studentesco.pdf
DELLA MISERIA DELL’AMBIENTE STUDENTESCO CONSIDERATA NEI SUOI ASPETTI ECONOMICO, POLITICO, PSICOLOGICO, SESSUALE E SPECIALMENTE INTELLETTUALE E DI ALCUNI MEZZI PER PORVI RIMEDIO
da parte dei membri dell’Internazionale Situazionista e degli studenti di Strasburgo